Sara Benatti è arteterapeuta a Guastalla (RE) con iscrizione N° S1/2020/AT/206 del Registro degli Operatori Specializzati in Arteterapia dell’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative.
Dopo la Laurea triennale in Psicologia, conclude nel 2020 il Triennio di Specializzazione in Arteterapia presso la Scuola di Arti Terapie Artedo di Verona (ente accreditato MIUR ai sensi della direttiva 170/2016).
La sua tesi nasce dal tirocinio in Hospice: “Arteterapia in hospice: fluttuare tra dolore e colore”. Subito dopo apre il suo studio privato e lo chiama “Dandelion”.
Nel tempo ha scelto di approfondire anche i temi della perdita, del fine vita e dell’accompagnamento, conseguendo il Master di I livello in “Studi sulla morte e sul morire per l’intervento di sostegno e di accompagnamento” presso l’Università di Padova.
Dal 2024 conduce laboratori all’interno del Festival “Il Rumore del Lutto” (Parma).
A volte le parole non bastano, non perché “mancano”, ma perché alcune cose chiedono un altro linguaggio: immagini, colore, materia, gesto. È lì che l’arteterapia può diventare uno spazio di cura, ascolto e trasformazione.
Oggi Sara lavora in più ambiti:
• in studio, con persone di ogni età (bambini, adolescenti, adulti, anziani), con o senza diagnosi o patologie
• in strutture ospedaliere (in particolare in hospice) e in centri diurni, dove l’arteterapia può sostenere la persona, la relazione e anche chi si prende cura
• in progetti e workshop sul territorio, dove l’esperienza creativa diventa uno spazio condiviso di ascolto, presenza e rielaborazione
Il suo approccio è chiaro: non serve “saper disegnare”. In arteterapia non conta la performance, né il risultato estetico. Conta ciò che emerge nel processo creativo e nella relazione: un segno che parla, un’immagine che contiene, una forma che permette di attraversare emozioni difficili con maggiore sicurezza.
Il setting è protetto e non giudicante: non esiste “giusto” o “sbagliato”, perché l’elaborato creativo è parte del percorso, non un compito da svolgere.
Nei suoi percorsi utilizza mediatori e tecniche diverse: grafica, pittura, scultura, scrittura creativa, collage, materiali di recupero o naturali, albi illustrati, fotografia, etc.
Li sceglie in modo mirato, in base alla persona, al momento di vita e al contesto.
Quando serve, lavora anche in dialogo con altri professionisti.
L’arteterapia può affiancare percorsi sanitari, psicologici o educativi, senza sostituirli.
Offre un canale espressivo concreto, soprattutto dove la parola si blocca.
Quando serve, lavora anche in dialogo con altri professionisti.
L’arteterapia può affiancare percorsi sanitari, psicologici o educativi, senza sostituirli.
Offre un canale espressivo concreto dove spesso la parola si blocca.
• lutto, perdita e passaggi di vita (anche in gruppo e supporto ai caregiver)
• gestione dello stress e delle emozioni, ricerca di risorse e centratura
• percorsi per bambini (individuali e di gruppo) dove colore, natura, fiabe e materia diventano strumenti per riconoscere e nominare il proprio sentire
• relazione e comunicazione in coppia e famiglia, quando serve “un modo nuovo” per incontrarsi
Dandelion è questo: un luogo in cui la creatività è un mezzo per ritrovare contatto con sé stessi. Con delicatezza, senza forzature, con il tempo necessario.




